La Primavera Araba e il web come forma culturale

Tra il 2005 e il 2008 ho passato molto tempo in Egitto e sono fiero di aver conosciuto ed essere diventato amico di alcuni dei milioni di coraggiosi egiziani che un anno fa hanno occupato le piazze del loro paese per riprendersi le loro vite, sotto sequestro da troppo tempo. La strada è ancora lunga, ma la meravigliosa forza di quel giorno resta.

Nell’anniversario del #25jan ecco quello che penso (e che quando mi è stato chiesto ho detto) su web e primavera araba.

La “primavera araba” che, a partire dal dicembre tunisino del 2010 ha, in pochi mesi, messo in discussione molti dei paradigmi consolidati rispetto agli equilibri politici e sociali della regione MENA, ha molto a che vedere con la rete e con il web 2.0.

Non perché i sollevamenti contro i regimi autoritari che, con risultati differenti, stanno ancora oggi infiammando il mondo arabo siano stati “causati” dai social media e neppure perché, come vorrebbe la vulgata giornalistica, l’apice della loro onda d’urto destabilizzante sia nell’attività online. Le rivoluzioni, anche nell’era di Facebook, si fanno in piazza, così come il loro motore è la frustrazione politica, economica e sociale che cresce fino ad esplodere e non semplicemente una conversazione su Twitter.

Il fattore davvero rilevante nelle forme dei movimenti sociali che hanno caratterizzato la Primavera Araba, non è infatti tanto -o soltanto- nell’utilizzo indistinto degli strumenti di internet da parte dei manifestanti durante i giorni caldi delle proteste. L’elemento realmente innovativo, e duepuntozero, di queste “rivoluzioni” va cercato invece ancora prima nell’appropriazione della “cultura” e della “struttura relazionale” della rete da parte di un’élite regionale di connectors, un soggetto collettivo che potremmo definire “intellettuali tecnologici”.

Questa élite è riuscita -con successo nel caso tunisino ed egiziano- a collegare e a coordinare attori molto diversi tra loro, trasformandosi nel tessuto connettivo di movimenti basati su “relazioni deboli”, gruppi in grado di sviluppare repertori ibridi di azione e organizzazione. Le competenze tecnologiche, ma anche culturali, di questi connettori si sono dunque rivelate cruciali per consentire a reti sociali più solide e radicate come famiglie, sindacati, partiti e moschee -che hanno rappresentato il vero motore della “rivoluzione”- di agire in maniera finalmente coordinata.

Quanto avvenuto nel 2011 ha mostrato l’esistenza, nel contesto MENA, di un nuovo soggetto, un’élite di “innovatori”, in grado di giocare un ruolo di primo piano all’interno dei sistemi politici e sociali del mondo arabo. Ciò che ha reso possibile agli intellettuali tecnologici tunisini ed egiziani di trasformarsi in “bridge leader” dei movimenti che hanno defenestrato Mubarak e Ben Ali non è stata soltanto la loro competenza tecnica nell’utilizzo delle tecnologie della rete, è stata soprattutto la loro cultura.

Ed è questo elemento che ha consentito di trasferire anche alla realtà agita della piazza –al di fuori dunque del contesto tecnologico della rete- una modalità di organizzazione delle relazioni sociali e delle azioni. La cultura degli intellettuali tecnologici è infatti “cultura del remix”, una forma mentis (individuale e collettiva) che vede nella triade “connetti”, “condividi” e “ri-combina” il suo elemento fondante. La cultura del remix è alla base dell’open software, del giornalismo partecipativo, delle battaglie contro il copyright e del sostegno a Creative Commons, del diritto alla privacy online e nello sesso tempo alla pubblicizzazione dei dati delle attività dei soggetti pubblici. Tutto questo porta gli “intellettuali tecnologici” ad una familiarità intrinseca con la definizione di strategie di organizzazione e azione collettiva in grado di appropriarsi di contenuti e strumenti propri di attori e contesti molto diversi tra loro, modificandoli ed adattandoli ad esigenze specifiche.

Il lavoro degli intellettuali tecnologici nella rivoluzione è stato quello di creare e gestire pagine Facebook e blog collettivi; organizzare, verificare e aggiungere informazioni e “tag” a foto, video e narrazioni che venivano postate e condivise online dai manifestanti; gestire le relazioni, soprattutto online, con gli altri movimenti della Primavera e con le comunità globali che sostenevano la “rivoluzione”; favorire le relazioni tra le diverse anime dei movimenti, contribuendo a definire e ri-definire repertori d’azione attraverso il remix di competenze ed esperienze.

Tuttavia le caratteristiche proprie di un’élite in grado di unire e organizzare reti eterogenee di individui sulla base di “relazioni deboli” determinano anche una serie di fragilità. Innanzitutto il fatto che la capacità destabilizzante di un soggetto la cui funzione è sostanzialmente connettiva dipende fortemente dalle altre forze che essa può trovare nel tessuto sociale e politico, e dal capitale che queste possono mettere a disposizione dei “connettori”. Inoltre questa “élite senza potere” di connettori si sta in alcuni casi mostrando in difficoltà, anche in Egitto e Tunisia, a mantenere la propria influenza nel percorso politico “post-rivoluzionario” perché meno attrezzata degli attori tradizionali nel creare consenso attorno a questioni specifiche.

Non è detto però che la funzione degli intellettuali tecnologici all’interno dei sistemi sociali nazionali e transnazionali del mondo arabo debba essere necessariamente politica in senso stretto. All’interno di un contesto politico ancora estremamente incerto e fluido la funzione di facilitatori di relazioni e collaborazioni tra attori eterogenei, così come quella di osservatori attenti (e dotati del know-how per far circolare informazioni) delle performance di governi e autorità è fondamentale.

Annunci

2 thoughts on “La Primavera Araba e il web come forma culturale

  1. Pingback: Augusto Valeriani su Primavera Araba e web « Reporter 2.0

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...