Perché Twitter non è l’Inter, non è una macchina e forse è una bicicletta…

La battaglia tra apocalittici e integrati è priva di utilità e senso

Pubblico qui il mio contributo (extended version) alla rivista formiche.net in edicola questo mese con il tema “Connessi o intrappolati. Appunti di antropologia internettiana”. Interventi, tra gli altri, di Mario Morcellini, Andrea Sarubbi, Christian Ruggiero, Tommaso Labate e Antonio Deruda.

Non si tratta di odiare o di amare Twitter. Non è una fidanzata, un partito politico o l’Inter. Twitter è sostanzialmente due cose: uno strumento e un ambiente comunicativo. Si tratta dunque, per ognuno di noi, di trovare un uso gratificante dello strumento e un modo piacevole di stare all’interno dell’ambiente, oppure, semplicemente, se proprio non lo troviamo, di non usarlo e vivere felici. Ma senza odiare, per carità. Continua a leggere

Perchè il discorso sull’abolizione dell’ordine dei giornalisti non mi convince del tutto

L’ordine dei giornalisti non serve a niente se non a mantenere corporativismi e privilegi di casta; è un’eccezione italiana; va abolito; giornalista è chi fa il lavoro del giornalista non chi ha un tesserino; la professione giornalistica è mutata e si è diversificata, la distinzione tra professionisti e non professionisti non è più in grado di cogliere questa evoluzione. Sono argomentazioni in buona misura condivisibili e attorno a cui ormai c’è un consenso quasi unanime, quasi che se non la pensi così non sei sufficientemente  “forward-looking”. Allo stesso tempo nell’ultimo anno mi è capitato di essere invitato a conferenze, aggiornamenti e dibattiti organizzati dall’Ordine. E in queste occasioni spesso è emersa la problematicità collegata alla necessità di ripensare la professione e dunque anche anche le funzioni dell’Ordine.

Voglio dirlo subito, non sono necessariamente d’accordo con l’idea di abolire l’ordine dei giornalisti in Italia. Continua a leggere

Precipi-twitte-volissimevolmente

Spinto da diverse riflessioni molto interessanti lette ieri su alcuni blog (tra cui quella de il giornalaio Pierluca Santoro, quella di Luca Alagna e quella  di Piero Vietti) e da alcune conversazioni avute su Twitter sulla vicenda della finta morte di Castro e del finto ricovero di Mandela, scrivo su Twitter, giornalismo e velocità.

Insomma ci sono tanti, soprattutto giornalisti professionisti, che dicono che Twitter è pericoloso perchè può diffondere rapidamente rumor, false notizie e falsi fatti (hoax dicono gli americani). E questo direi che è innegabile.

Però. Però due cose.

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